Convegni
Le rette nei servizi per persone con disabilita' e anziane
La compartecipazione al costo dei servizi residenziali, diurni e domiciliari
Il convegno è in fase di accreditamento per 8 crediti formativi, come da regolamento FC.AS
Varazze , giovedì 24 maggio 2012
Catania, mercoledì 13 giugno 2012
Bari, giovedì 14 giugno 2012
L'esperto risponde
a cura di M. Gioncada
- 23 febbraio 2011 - Segreto professionale dell’assistente sociale
- 23 febbraio 2011 - Professionalità assitente sociale
- 30 novembre 2010 - Struttura residenziale, Privacy e riservatezza
- 30 novembre 2010 - Integrazione della retta di ricovero, coinvolgimento parenti
- 30 novembre 2010 - Retta in casa di riposo – responsabilità dei figli
Aree tematiche
Formazione
- Gli appalti di servizi dell’allegato IIB dopo il nuovo Regolamento attuativo (DPR n. 207/10)
Le recenti pronunce dell’AVCP
Parma 25 giugno 2012
Lavorare per progetti
Bologna 7 giugno 2012
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tredueotto - L'Esperto Risponde
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Argomento
Amministrazione di sostegno
Quesito
Sono un’assistente sociale, lavoro da diversi anni per un piccolo Comune.
Il mio quesito riguarda una situazione, un po’ particolare, in tema di amministrazione di sostegno.
Il fatto è questo: un anziano piuttosto benestante vive solo nel territorio del mio Comune. Unico parente un figlio, che frequenta piuttosto poco.
A volte l’anziano si appoggia ad una terza persona che, apparentemente, gli è amica.
Il Servizio Sociale viene a conoscenza della situazione dell’anziano dopo segnalazione del medico curante e delle forze dell’ordine.
Si scopre che egli vive in condizioni igieniche pessime, personali e domiciliari, ma cionostante ha sempre con sé significative somme di denaro.
A volte tiene comportamenti “al limite” della legalità.
Sollecitato dal Servizio Sociale, il figlio ha condiviso l’attivazione di un servizio domiciliare, rifiutando, viceversa un eventuale inserimento in struttura e l’avvio della procedura per la nomina di un amministratore di sostegno.
Purtroppo gli episodi “anomali” e potenzialmente pericolosi, per l’anziano, non si sono arrestati, anzi…
Il Servizio Sociale ha riproposto al figlio la necessità di aumentare il livello assistenziale e di nominare un amministratore di sostegno, ma senza esito: egli sostiene che il padre vive così per una sua scelta di vita e che l’amministrazione di sostegno non è affatto necessaria.
Che fare? Come posso procedere per tutelare al meglio il mio utente?
Risposta
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