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tredueotto - L'Esperto Risponde

L'esperto risponde


Argomento

Struttura residenziale, Privacy e riservatezza

Quesito

Qualche anno fa una persona autosufficiente è entrata in una Struttura residenziale. Ha poi reciso i rapporti con il nucleo familiare di appartenenza (moglie e due figlie), più di trent’anni fa. All’atto d’ingresso, sottoscrive le impegnative di spesa relative e provvede puntualmente ai pagamenti. Successivamente le sue condizioni si aggravano e diviene non più autosufficiente, pur mantenendosi lucido e autodeterminato. Recentemente una persona, autoqualificatesi come “figlia” del suddetto Ospite, prende contatto telefonico con l’assistente sociale della Struttura, e esprime il desiderio di presentare ricorso per la nomina di un amministratore di sostegno in favore del padre ricoverato. Successivamente un’altra persona, sempre autoqualificatesi come “figlia” del suddetto Ospite, pone la stessa questione negli stessi termini, e sempre per via telefonica. È corretto non fornire alcun dato appellandosi alla tutela della privacy dell’Ospite e al segreto professionale? L’ultima “figlia” minaccia di adire le vie legali se non le saranno forniti i dati sanitari e la documentazione che lei richiede, anche perché, a suo giudizio, le figlie dovevano essere informate, dalla struttura ospitante, dello stato di non autosufficienza del padre. Se le due signore dovessero presentarsi personalmente, dobbiamo comunque fornire loro quello che ci chiedono? C'é stata qualche mancanza da parte nostra in merito al non aver avvisato le figlie (visto e considerato che l’Ospite non ha mai comunicato né chi fossero né dove vivevano e, anzi, opponendosi alle loro visite? Se vi era un obbligo di avvisarle a chi competeva: alla struttura o all’Azienda sanitaria?

Risposta

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